16 ex commissari UE continuano a ricevere 99.996 euro all’anno da Bruxelles
06/11/2016 28 Visualizzazioni

16 ex commissari UE continuano a ricevere 99.996 euro all’anno da Bruxelles

Sedici ex commissari europei stanno attualmente ricevendo pagamenti mensili dalle casse della Commissione, anche se molti di loro hanno già trovato nuovi posti di lavoro ben pagati nel mondo degli affari e della politica

L’elenco di chi riceve la cosiddetta indennità transitoria di almeno 99.996 € all’anno è stato acquisito dal settimanale tedesco Die Zeit.

Una lettera a Die Zeit della Commissione, visionata da KeepTalkingGreece, data 21 ottobre, contiene “i nomi degli ex commissari della Commissione Barroso II che ricevono una indennità transitoria”.

Tra questi l’ex Commissario per il Commercio Karel De Gucht del Belgio, che siede anche nei consigli di amministrazione del colosso dell’acciaio Arcelor Mittal e della società di telecomunicazioni belga Proximus.

La lettera della Commissione non ha specificato quanti soldi stanno prendendo gli ex commissari, ma Die Zeit ha calcolato che De Gucht ha diritto a ricevere quasi 125.000 € all’anno.

Gli ex commissari ricevono l’indennità transitoria per tre anni dopo aver lasciato l’ufficio.  L’indennità ammonta al 40 – 65 per cento dello stipendio del funzionario in carica.

Una scheda sul sito web della Commissione specifica che l’indennità transitoria è “limitata”.

“Se l’ex commissario assume una nuova attività lucrativa, l’ammontare dello stipendio del nuovo lavoro, sommato all’indennità, non può superare il compenso come membro della commissione.”

Die Zeit ha detto che la Commissione aveva inizialmente rifiutato di rivelare la lista, ma ha cambiato idea dopo che il giornale ha minacciato di portare il caso alla Corte di giustizia dell’UE.

La lista

La lista completa degli ex commissari che continuano a ricevere un’indennità transitoria; il loro paese di origine; e il loro portafoglio durante la Commissione Barroso II:

Joaquin Almunia Aman (Spagna, concorrenza)

Laszlo Andor (Ungheria, occupazione)

Tonio Borg (Malta,  salute)

Dacian Ciolos (Romania, agricoltura)

Maria Damanaki (Grecia, pesca)

Karel De Gucht (Belgio, commercio)

Jacek Dominik (Polonia, bilancio)

Stefan Fule (Repubblica Ceca, allargamento)

Connie Hedegaard (Danimarca, azione per il clima)

Siim Kallas (Estonia, trasporti)

Janusz Lewandowski (Polonia,

Ferdinando Nelli Feroci (Italia, industria)

Andris Piebalgs (Lettonia, sviluppo)

Janez Potocnik (Slovenia, ambiente)

Algirdas Šemeta (Lituania, fiscalità e unione doganale)

Androulla Vassiliou (Cipro, istruzione)

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