8 PER MILLE, TU LO SAI DOVE FINISCONO I SOLDI? SCOPRI COME I FONDI VENGONO DIVISI E SPESI
09/01/2017 580 Visualizzazioni

8 PER MILLE, TU LO SAI DOVE FINISCONO I SOLDI? SCOPRI COME I FONDI VENGONO DIVISI E SPESI

Tra le altre cose, i loro spot sono psicologicamente incisivi, eseguiti con una capacità di condizionamento di prim’ordine! I numeri uno sono loro: 2 millenni di lavaggi del cervello, usando armi di persuasione miste ad armi di vero e proprio annientamento fisico (il cui culmine è stato raggiunto dalla “Santa Inquisizione”)… In fondo, non sono loro i progenitori di ogni populismo, da essi portato alle estreme conseguenze, con manipolazione totale dei dati di fatto e lo sfruttamento dei deboli di mente? 8 PER MILLE, TU LO SAI DOVE FINISCONO I SOLDI? SCOPRI COME I FONDI VENGONO DIVISI E SPESI

In ballo c’è un tesoro da un miliardo e duecento milioni, che in gran parte finirà alla Chiesa cattolica. Ecco come viene distribuito tra i culti il prelievo dall’Irpef, per cosa viene usato tra edilizia, stipendi al clero, spot e carità

Ogni cittadino, tutti gli anni, è chiamato a scegliere a chi va destinato l’8×1000 del gettito complessivo dell’Irpef: allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre istituzioni religiose. Secondo le informazioni fornite dagli uffici della Ragioneria generale dello Stato, il 43,5 per cento dei contribuenti ha effettuato la scelta relativa alla destinazione dell’otto per mille, di questi l’85% ha scelto la Chiesa Cattolica

Ma come vengono utilizzati davvero questi soldi, come vengono ripartiti e quanto finisce veramente nelle campagne caritative e quanto nella gestione, nell’edilizia e nelle pubblicità? (vedi tabella).

Sul sito www.8×1000.it la Chiesa Cattolica pubblica periodicamente il rendiconto che distribuisce anche a tutte le redazioni dei media. L’uso dell’8×1000 è descritto nel dettaglio sul sito www.chiediloaloro.it dove si può vedere come vengono utilizzati i proventi sul territorio. I dati sono aggiornati all’aprile del 2012.

Quant’è l’8×1000 alla Chiesa

Nel 2012 la Chiesa ha ricevuto 1 miliardo 148 milioni 76 mila e 594 euro (1.148.076.594,08), di cui euro 117.430.056,09 a titolo di conguaglio per l’anno 2009 ed euro 1.030.646.537,99 a titolo di anticipo dell’anno 2012.

La Chiesa Cattolica è l’unica a spendere milioni nella promozione. Qui i dati degli investimenti negli spot in Rai dei vari culti, solo una parte della spesa totale, fatta di spot su altre reti, pagine di giornale, cartelloni e siti web. Lo Stato Italiano non investe nella promozione del suo operato

Esigenze di culto: chiese, centri di ascolto, tutela del patrimonio

E lo Stato?
Nei grafici su come vengono usati i fondi e in quelli sulla pubblicità manca uno degli attori principali: lo Stato italiano, che dovrebbe usare questi soldi “a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali”.

In realtà nel corso degli anni lo Stato “mostra disinteresse per la quota di propria competenza, cosa che ha determinato, nel corso del tempo, la drastica riduzione dei contribuenti a suo favore, dando I’impressione che I’istituto sia finalizzato -piu che a perseguire lo scopo dichiarato- a fare da apparente contrappeso al sistema di finanziamento diretto delle confessioni”, denuncia la Corte dei Conti .

Interventi caritativi

Per gli interventi caritativi vengono spesi 255 milioni di euro all’anno. Questa cifra è aumentata costantemete negli anni passando da 149 milioni del 2000 ai 255 milioni del 2012.

Tra gli interventi sono stati supportati progetti nelle 226 diocesi italiane, progetti come a Rovereto dove 140 volontari si sono alternati nell’emergenze freddo, oppure la fondazione Comunità solidale che offre sostegno ai senza fissa dimora  in continuo aumento anche per colpa della crisi economica. A Firenze ad esempio la Caritas ha aperto alcune case alloggio per l’assistenza diurna e notturna dei malati di Aids. Oltre alle cure mediche ricevono accoglienza per rompere la barriera di solitudine in cui la malattia li costringe. A Palermoquartiere Ballarò: un asilo multietnico “Il giardino di madre Teresa” si prende cura dei bambini dalle 7.30 alle 18.00 permettendo ai genitori, per lo più immigrati, di svolgere un lavoro, requisito importante per una vera integrazione.

A favore dei paesi del Terzo Mondo sono stati approvati finora più di 11 mila progetti. Con iniziative per l’alfabetizzazione in Madagascar, realizzazione di strutture abitative per studenti poveri in Vietnam e Myanmar, costruzione della facoltà di diritto in Congo, costruzione di scuole per bambini in India e così via.

Il governo ha usato i fondi dell’8 per mille di sua competenza per sistemare buchi del bilancio, aggiustare le leggi di stabilità, finanziare le pensioni degli esuberi Alitalia e chi più ne ha più ne metta. Tanto è stata folle la gestione della quota statale che negli anni 2010, 2011 e 2012 il fondo è stato del tutto azzerato e nel 2013 appena 4 progetti sociali sono stati finanziati su oltre 900 presentati per una spesa complessiva di 400mila euro: i restanti 169 milioni del fondo sono stati infatti destinati ad altre voci di bilancio.

Sostentamento del clero

In Italia ci sono circa 38.000 sacerdoti dei quali 2.980 in pensione o malati. L’8×1000 contribuisce al loro sostentamento con 364 milioni di euro. E’ da tener presente che un prete “costa” all’anno circa 15.000€  lordi. Gli stipendi variano da 900€ al mese circa per i sacerdoti appena ordinati a 1.300€ circa al mese per i vescovi a fine mandato. I parroci e i sacerdoti prestano un servizio costante 7 giorni su 7, week-end compresi.

via ItalianoSveglia

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