Boldrini, Bechis: “Addio presidenta: perché le elezioni anticipate la faranno sparire’

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Tra i tanti aspetti negativi del nuovo patto del Nazareno, qualcosa di positivo c’è secondo il vicedirettore di Libero Franco Bechis: andando ad elezioni anticipate non rivedremo più Laura Boldrini.
Scrive Bechis:
“C’è un piccolo cadeau agli italiani nel patto sulla legge elettorale che ha riunito dopo tanto tempo Matteo Renzi e Silvio Berlusconi e che facendo contenti anche Matteo Salvini e Beppe Grillo porterà tutti alle urne. Piccolo ma graditissimo regalo: con la fine anticipata della legislatura Laura Boldrini lascerà la presidenza della Camera dei deputati e se vorrà continuare a fare politica, dovrà sbracciarsi per farsi largo nel mare magnum dei peones della politica. Una chiusura anticipata che rallegra gli oltre due terzi di italiani che considerano l’avventura istituzionale della Boldrini una delle peggiori della storia della Repubblica. In quasi tutti i sondaggi di opinione la sua popolarità è ai minimi termini, meno della metà del gradimento benaugurante che l’aveva accompagnata nei primissimi tempi del suo insediamento”.
Le ultime comparse televisive della Boldrini dimostrano insofferenza per il destino della legislatura, e della poltrona di vicepresidente:*
“È praticamente impossibile che per lei ci sia una seconda occasione politica di questo livello, e anche se non vuole farsene una ragione, pare soffrirne non poco. Si è capito ieri anche nella sua nervosissima domenica, che potrebbe essere una delle ultime in cui potersi ancora fregiare di quella terza carica della Repubblica ricoperta fra lo sconcerto dei più. A Ventotene per l’ennesima celebrazione inutile con diluvio di caramellose parole (il modo quasi esclusivo in cui ha ricoperto il suo mandato), la Boldrini si è fatta intervistare dalla all news della Rai, prefigurando scenari da tregenda per quell’accordo che la farebbe sloggiare da Montecitorio qualche mese prima del previsto. «Dovremmo intanto ricordare», ha puntato il dito da maestrina verso quei diavolacci di Renzi e Berlusconi, «che abbiamo molti provvedimenti avviati e non ancora conclusi. Per esempio la prescrizione, la cittadinanza, il reato di tortura, il cognome della madre ai bambini, ma la lista è lunga…». Poi ha sfoderato senza sprezzo del ridicolo quella che riteneva la sciabolata vincente: «Penso che l’Italia per anni è stata considerata all’estero come il Paese inaffidabile in cui i governi cambiano continuamente. Credo che non dovremmo confermare questo pregiudizio, e andare a fine legislatura lo smentirebbe». Frase già in sé grottesca, perché nessuno penserebbe questo per avere accorciato di qualche settimana la legislatura come per altro già fu fatto nel 2013 proprio per dare spazio alla Boldrini. Ma pure sfortunata, perché pronunciata proprio mentre dai contatti diplomatici avviati da Renzi e Berlusconi anche con l’intermediazione del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, l’ipotesi di una fine anticipata della legislatura italiana otteneva il via libera dalle principali cancellerie della Ue, con in testa Angela Merkel”.

 

http://direttanfo.blogspot.com/2017/06/boldrini-ore-di-panico-il-ribaltone-la.html

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