Camere, salta il tetto agli stipendi d’oro: il barbiere torna ai suoi 136mila euro. I dirigenti guadagneranno più della Merkel

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Scrive Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano:

“I dipendenti di Camera e Senato torneranno presto a incassare i loro stipendi d’oro, anche superiori al famoso tetto dei 240mila euro riservato ai dipendenti pubblici d’Italia messi a dieta dal governo Renzi: dal primo gennaio 2018 avremo ancora barbieri e uscieri da 136mila euro l’anno, elettricisti da 156mila euro e consiglieri parlamentari da ben 358mila euro l’anno, vale a dire stipendiati più di Mattarella o della Merkel.

Il perché è presto detto: i tagli deliberati dalla Camera a settembre 2014 sono andati a sbattere contro la Commissione giurisdizionale per il personale della stessa Camera che – accogliendo i ricorsi di un sindacato e di diversi dipendenti – ha stabilito che se proprio proprio taglio doveva esser fosse solo temporaneo, appunto valido per tre anni. Ecco perché il 31 dicembre 2017, senza una proroga, le riduzioni salteranno e si tornerà ai magnifici stipendi di cui sopra. La notizia è stata anticipata dal Messaggero e rimbomba nei palazzi ormai deserti causa vacanze. Si trova giusto un questore della Camera che allarga le braccia: “Spiace ammetterlo, ma è così”.

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La restaurazione, ed è un punto centrale della storia, non avviene per mano di un giudice del lavoro ordinario ma di alcuni deputati. L’autodichia della Camera rimette la competenza sulle cause a organi interni come appunto la Commissione giurisdizionale per il personale, organo che in questa legislazione è formato soltanto da deputati Pd. Nello specifico Francesco Bonifazi, Fulvio Bonaviticola ed Ernesto Carbone, sono rispettivamente presidente, relatore e componente effettivo di quel “tribunalino” interno che nel 2015 ha sposato la causa dei dipendenti della Camera mostrandosi sensibili alle loro doglianze finendo per andare contro le decisioni della stessa Camera. Il caso vuole siano tutti del Pd ma che lo sia anche la norma contestata, voluta dalla vice presidente della Camera Marina Sereni (Pd).”

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