DIBBA CONTRO GENTILONI: “SERVE A RENZI NON AI CITTADINI ITALIANI”

Alessandro Di Battista scalda i motori e il Movimento 5 Stelle si prepara a tornare in piazza: “Renziano di ferro, poco carismatico (qualcuno si ricorda una sua iniziativa come...

Alessandro Di Battista scalda i motori e il Movimento 5 Stelle si prepara a tornare in piazza: “Renziano di ferro, poco carismatico (qualcuno si ricorda una sua iniziativa come ministro degli Esteri?), fedelissimo alla linea del capitalismo finanziario e soprattutto sacrificabile” Come riportato sull’Huffington Post

Il deputato M5S, che ha girato l’Italia in sella alla sua moto per dire No al referendum, attacca Paolo Gentiloni, il cui nome circola con sempre più insistenza, tra Palazzo Chigi e Partito democratico, come prossimo presidente del Consiglio: “Non gli interessa risolvere i problemi dei cittadini, gli interessa risolvere i problemi loro”. Poco più tardi Luigi Di Maio aggiunge: “Che senso ha che Matteo Renzi convochi possibili presenti del Consiglio a Palazzo Chigi quando il Capo dello Stato sta ancora facendo le consultazioni? Con Gentiloni avremmo un governo Avatar, che rappresenta un altro governo eletto con un tweet”.

I grillini, insomma, tornano ad essere un Movimento di lotta, dopo aver assunto per qualche giorno un profilo istituzionale chiedendo il voto subito con la testa alla squadra di governo. I pentastellati hanno ormai perso la speranza di andare subito a elezioni e adesso temono che prima del 24 gennaio, quindi prima della sentenza della Consulta, il Parlamento possa incardinare una nuova legge elettorale studiata ad hoc contro M5S.
Per questo, sabato nell’ambito delle Consultazioni, i capigruppo di Camera e Senato chiederanno al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di fare da garante e di vigilare affinché questo non avvenga: “Chiediamo garanzie al Capo dello Stato”, spiega Carlo Sibilia. Inoltre i 5Stelle ribadiranno la necessità di andare avanti per due, tre mesi con il governo dimissionario per il disbrigo degli affari correnti nell’attesa che si pronunci la Consulta sulla legge elettorale, così poi da tornare al voto con un Italicum rivisto. Posizione che giorni fa, nel corso dell’assemblea dei parlamentati, ha fatto infuriare parecchi deputati e senatori. “C’è stato un problema di comunicazione, come spesso accede”, ammette Carlo Sibilia: “Abbiamo trasmesso male il concetto. Noi non vogliamo votare con l’Italicum, ma con la legge che stabilirà la Consulta. L’abbiamo chiamato ‘Legalicum’, peggio ancora…a me fa pensare alla Lega Nord, ma lasciamo stare…”, scherza l’ex componente del Direttorio dalla battuta facile dispiaciuto per la spaccatura che si è creata all’interno del Movimento durante la scorsa riunione.

Il secondo tempo dello scontro è stato rimandato alla prossima settimana poiché i vertici hanno chiesto espressamente di limitare gli argomenti della riunione di questa sera: solo Consultazioni e crisi del Monte Paschi di Siena. Niente caso firme false di Palermo, dunque. Anche perché, a pesare sul Movimento, vi è anche l’inchiesta di Bologna sulle presunte irregolarità nella raccolta firme per le Regionali 2014, i cui interrogatori sono iniziati oggi. Al vicepresidente del consiglio comunale, Marco Piazza, sono state contestate dalla Procura irregolarità nella raccolta firme: una ventina sarebbero state apposte durante una manifestazione al Circo Massimo di Roma e quindi fuori dal territorio regionale. Al dipendente comunale e attivista Stefano Negroni vengono invece imputate tre firme disconosciute. Di tutto questo l’assemblea dei parlamentari ne discuterà la prossima settimana. Il secondo tempo è solo rinviato.

Fonte all’articolo: http://www.huffingtonpost.it/2016/12/09/di-battista-m5s-gentiloni_n_13534560.html

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