Elezioni amministrative 2017: FLOP M5s? “Noi non abbiamo speso nulla e siamo soli contro le accozzaglie. Chiedetegli quanto hanno speso loro di soldi vostri!”

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Il Movimento 5 stelle fuori da tutti (o quasi) i ballottaggi, il centrodestra che batte più colpi e dichiara il suo risveglio a livello nazionale da Genova a Taranto fino a Piacenza.

La Sicilia grillina che incorona per la quinta volta Leoluca Orlando sindaco di Palermo e lo fa addirittura al primo turno. Sono queste le prime fotografie che arrivano dalle elezioni amministrative in un’Italia che, in uno dei primi weekend estivi, ha deciso di andare alle urne con pochissimo entusiasmo: l’affluenza nei 25 capoluoghi di Regione e di Provincia al voto è stata del 60 per cento, sette punti sotto rispetto alla volta precedente. Da nord a sud, la cronaca racconta territori che fanno storia a sé, anche se contemporaneamente lanciano segnali importanti ai partiti in vista delle prossime elezioni nazionali.

Da una parte infatti c’è l’amarezza dei 5 stelle che non riescono ad arrivare al secondo turno in nessuno dei comuni su cui speravano almeno di giocarsela, dall’altra la soddisfazione di un centrodestra che, dove si presenta unito, porta a casa qualche soddisfazione. Genova è una delle città simbolo: il leghista Marco Bucci, sostenuto da Fi e affini e soprattutto sponsorizzato dal presidente della Liguria azzurro Giovanni Toti, sfida quasi alla pari il centrosinistra di Giovanni Crivello.

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Brutta serata per i 5 stelle che, nella città di Beppe Grillo, si sbriciolano tra liti interne e candidati alternativi tanto che il candidato ufficiale Luca Pirondini si ferma al 18 per cento. Palermo va come da copione: rivince addirittura al primo turno Orlando, senza che il M5s riesca a spuntarla là dove avrebbe potuto sbancare. Pesano l’inchiesta che ha portato a sospensioni di deputati nazionali, ma anche le faide interne che hanno indebolito il candidato Ugo Forello. Va male per i grillini anche a Taranto: la patria dell’Ilva era la terra di delusione dove speravano di raccogliere consensi. Ma, sempre stando alle prime proiezioni, arrivano quarti addirittura dietro Mario Cito.

Ma a risultati consolidati, quel che filtra dai vertici è un mesto: «Lo sapevamo. Non abbiamo speso nulla per questa campagna. Non abbiamo fatto tour. Localmente siamo comunque cresciuti, alle amministrative soffriamo perché corriamo soli contro le accozzaglie». Animano le truppe, Grillo e Casaleggio: «Puntiamo alla Sicilia e all’Italia. È su quelle battaglie che ci spenderemo».

Ad attivisti amici, una deputata di peso come Roberta Lombardi dice: «Dobbiamo curare di più il lavoro sui territori, essere più presenti, pensare che il percorso nazionale si costruisce su ogni singolo comune». Altri sono più arrabbiati: «I nostri consiglieri, i nostri sindaci, si sentono abbandonati. I gruppi sono stati lasciati allo sbando». Quel che serve, dicono in molti, è un coordinamento vero. La piattaforma Rousseau — che ha una parte dedicata allo sharing delle buone pratiche negli enti locali — non è sufficiente.

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/12/elezioni-amministrative-2017-risultati-m5s-fuori-da-tutti-ballottaggi-da-genova-taranto-il-ritorno-del-centrodestra/3652219/

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