Elezioni amministrative taroccate? Il M5S aveva ragione: dietro un terzo delle liste si nascondono i partiti

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Dopo il voto di domenica scorsa i 5 Stelle hanno denunciato che i partiti usano le liste civiche come specchietto per allodole in cui nascondono i propri simboli. Un trucco impiegato dalla vecchia politica, ha denunciato il deputato pentastellato Danilo Toninelli, per “nascondersi”, per “paura di metterci la faccia”.

Da un calcolo effettuato dal Fatto Quotidiano è emerso che 850 amministrazioni comunali delle 1004 rinnovate domenica scorsa saranno guidate da liste civiche. E dietro un terzo di esse, rivela il quotidiano diretto da Marco Travaglio, si nascondono i principali partiti italiani.

Scrive Diego Pretini sul Fatto:

“Un calcolo effettuato da ilfattoquotidiano.it con un margine d’errore quasi certo ma perdonabile dice che delle 1004 amministrazioni comunali rinnovate domenica quasi 850 saranno guidate da liste civiche. Succede nei paesini più piccoli, ma anche in quelli più grandicelli. Ma quella cifra mente: gratta gratta, almeno un terzo di quelle liste sono maschere veneziane dietro alle quali si nascondono i partiti, quelli che tutti conoscono. Ilfatto.it – con il solito margine d’errore – ne ha contate quasi 200. Ma è un conto sicuramente per difetto: è certo che tra le restanti 600 e rotte liste che hanno ravvivato la democrazia se ne nascondono altre che in realtà rappresentano centrosinistra e centrodestra. Quasi 90 sono riconducibili al centrosinistra, almeno 15 sono sinonimo di Partito Democratico, superano quota 70 quelle che in realtà sono formazioni di centrodestra. Una sola era animata da esponenti da Forza Italia. In 5 casi in modo nascosto o in modo dichiarato erano liste appoggiate dalla Lega Nord o da Noi con Salvini, come a San Felice Circeo, in provincia di Latina, o a Nissoria, in provincia di Enna. Due Comuni sono andati a Fratelli d’Italia sotto mentite spoglie”.

Ed ecco alcuni esempi:

“Con tre o quattro colpi di zoom la politica cambia aspetto. I Cinquestelle per esempio spariscono, anche in Comuni minuscoli, apparentemente alla portata. Hanno conquistato due Comuni: Parzanica, Bergamo, e Sarego, Vicenza. Quasi ovunque arrancano dietro le liste civiche, finte o autentiche che siano. Nel frattempo giganteggiano partiti che a livello nazionale sono ignoti alla moltitudine oppure nel frattempo si sono ristretti fino ad essere puntini all’orizzonte. L’Udc, per esempio, a Saviano (Napoli) avrà il suo sindaco, Carmine Chiassese: il partito che non si capisce più se è di Casini oppure no ha sfiorato il 21 per cento. Il Pdr-Sicilia Futura, partito semi-personale dell’ex ministro Salvatore Cardinale che fa il bello e il cattivo tempo in certe zone della Sicilia, oltre che nella stessa Regione. Un Comune – Ruffano, Lecce – va anche al partito di Raffaele Fitto, che governerà in solitudine, tolta la consueta mole di liste civiche.”.

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