Governo sotto assedio, il caso Consip s’allarga. Vogliono fare fuori il Ministro renziano.

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Numeri sul filo al Senato: martedì si voteranno 5 documenti sul caso che coinvolge il ministro dello Sport e l’ad della società Marroni. Uno di questi è degli ex Pd: “Se tutti restano in carica, è un segnale di arroganza politica”. Toni che potrebbero attirare gli umori del M5s. Se le opposizioni votassero con gli Articolo 1, ai democratici servirebbe il soccorso azzurro di Ala.

L’ad di Consip Luigi Marroni resta al suo posto e così tutti i tentativi del Pd di disinnescare il voto al Senato sulla vicenda che coinvolge anche il ministro Luca Lotti per ora sono falliti. Anzi, i rischi della maggioranza aumentano non solo perché crescono fino a 5 le mozioni sul caso della società che gestisce gli appalti della Pubblica amministrazione. Ma perché una di queste è firmata da un gruppo di maggioranza, Mdp, e dice che le vicende di Lotti e Marroni sono intrecciate e quindi oltre a rinnovare i vertici della società bisogna anche ritirare le deleghe al ministro dello Sport.

In concreto non vuol dire granché, tanto più che la mozione di sfiducia individuale nei confronti di Lotti è stata già respinta mesi fa. Ma è evidente che sotto il profilo politico vuol dire molto, un po’ perché Lotti è il ministro più vicino a Matteo Renzi e un po’ perché nell’ultimo periodo la maggioranza procede con passo barcollante, tra la fiducia negata dallo stesso Mdp sulla manovrina che conteneva i voucher e il voto in ordine sparso al momento dell’approvazione della riforma penale. L’incidente in Aula è dietro l’angolo, quindi, e le eventuali conseguenze sono poco chiare. – FONTE

via L’Onesto

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