IL MONITO DEL FMI: “L’ITALIA DEVE RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO PER EVITARE SPECULAZIONI”

39
loading...

L’Italia deve ridurre il debito pubblico per evitare di trovarsi esposta ad attacchi speculativi in caso di choc economici globali e di una stretta monetaria future della Banca centrale europea.

Il monito giunge dall’economista Carlo Cottarelli, direttore esecutivo per l’Italia al Fondo Monetario Internazionale, in un’intervista con Il Sole 24 Ore Radiocor Plus a margine della presentazione del rapporto World Economic Outlook.

Nel rapporto sull’economia globale redatto nell’ambito degli Spring Meetings in corso nella capitale americana, lo staff dell’Fmi ha rivisto leggermente al rialzo la previsione di crescita italiana nel 2017 (0,8%), una decisione che Cottarelli definisce “una buona notizia”.

Il Fondo prevede il debito pubblico al 132,8% del Pil nel 2017 e al 131,6% nel 2018 contro gli obiettivi del governo contenuti nel Def per un dato al 132,5% nel 2017 e al 131% nel 2018.

“L’obiettivo di stabilizzare il rapporto su debito e Pil è stato raggiunto”, ha detto Cottarelli, citando Paesi dove invece il debito pubblico cresce ancora come gli Stati Uniti.

loading...

“Non siamo riusciti a ridurlo. E credo sia necessario ridurlo perchè mantenerlo stabile ci lascia esposti a potenziali attacchi speculativi”, ha proseguito il direttore esecutivo del Fondo, citando studi del Fondo secondo i quali se il debito scende il rischio di speculazione sui mercati si riduce.

Cottarelli invita ad agire ora che la politica di stimolo della Banca centrale europea offre uno scudo.

“Finché dura l’azione della Bce, i mercati internazionali rimangono in generale tranquilli, noi siamo abbastanza sicuri”, ha spiegato.

“Il problema è se e quando i tassi di interesse inizieranno a salire più rapidamente, se ci saranno shock all’economia mondiale; a quel punto dobbiamo riuscire a indirizzare il debito su un sentiero di discesa prima che questo accada”.

Cottarelli vorrebbe un intervento soprattutto sul lato della spesa, con azioni programmate che possano ridurre il deficit strutturale di uno 0,5% l’anno nei prossimi tre anni. “Non sono cose enormi ma vanno fatte”, ha concluso.

Fonte: Qui

loading...

Potrebbe piacerti anche Altri di autore