Ogni paese del mondo dovrebbe avere un governo come quello del Canada. Ecco Il Motivo

A guidare il Canada dal 4 novembre 2015 c’è il leader del partito liberale Justin Trudeau. Appena dopo aver ricevuto l’incarico scelse i suoi ministri seguendo principio molto semplice, adottabile da...

A guidare il Canada dal 4 novembre 2015 c’è il leader del partito liberale Justin Trudeau. Appena dopo aver ricevuto l’incarico scelse i suoi ministri seguendo principio molto semplice, adottabile da qualsiasi stato del mondo, ma che stranamente molti stati adottano solo in parte:
Ogni ministro è un ex professionista nel suo ambito di competenza o in un ambito ad esso affine.

Se quello della competenza fosse un requisito irrinunciabile per accedere al governo forse avremmo un mondo migliore, e un segnale importante lo ha dato il Premier canadese, circondandosi di una squadra che in quanto a competenze non è seconda a nessuno.

Ed ecco che il Ministro della salute è un dottore, ai Trasporti c’è un astronauta, alla Difesa un veterano di guerra, all’ Agricoltura un ex contadino, allo Sviluppo Economico un analista finanziario, alle Finanze un businessman di successo, alla Giustizia un procuratore capo, il ministro per lo Sport e le persone disabili è un’atleta paralimpica, il ministro della ricerca scientifica è uno scienziato che ha anche vinto un nobel.

Semplice vero? Justin Trudeau non è un genio, ha semplicemente seguito la logica….Forse il Premier canadese è stato libero di seguirla senza condizionamenti esterni…..
In ogni paese, seppur del terzo mondo, c’è almeno un soggetto competente negli ambiti sopra riportati, ma spesso i governi fanno “strane” scelte, forse condizionate da amicizie, parentele, appartenenza politica ecc, scelte che poi portano a politiche scellerate che mostrano una chiara incompetenza nei settori chiave.

Ma il governo canadese non è solo un simbolo di competenza ed efficienza ma anche di civiltà. Esso infatti è composto per metà da donne, figurano orgogliosamente un gay dichiarato, due atei, un musulmano, tre immigrati, un uomo sulla sedia a rotelle e una donna non vedente… e molti altri appartenenti a “minoranze” che non possono non avere una rappresentanza nel governo.

Quando come criterio di scelta c’è solo ed esclusivamente la competenza, non importa se un soggetto è bianco o nero, vedente o non vedente, aristocratico o povero, gay o etero, politico o non, abile o disabile, ateo o religioso,  l’unica cosa che conta è la professionalità  e l’esperienza acquisita inerente al ruolo di governo per cui è chiamato a ricoprire.
Solo in questo modo si può servire al meglio il proprio popolo.

Fonte: JedaNews

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