PREPARATEVI AL PEGGIO: SARA0 REATO AVERE CONTANTI, ANCHE SE LI GUADAGNI ONESTAMENTE

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Sono vietati tutti i pagamenti con denaro contante per importi superiori a 3.000 euro (importo aggiornato alla legge di Stabilità 2015). Questo vuol dire che si può pagare in denaro fino a 2.999,99 euro; superato, però, tale tetto (cioè da 3mila euro in su) il pagamento dovrà necessariamente avvenire attraverso “strumenti tracciabili” quali, per esempio, il bonifico bancario, gli assegni non trasferibili, le carte di credito o quelle di debito (bancomat).

La sanzione

Chi viola tale normativa, rischia una sanzione che va dall’1% al 40% degli importi trasferiti oltre la soglia, ferma restando una penalità minima di 3.000 euro.

Il conto corrente

Prelievi e versamenti sul conto corrente postale o bancario non devono sottostare alle regole sulla tracciabilità. Dunque, il correntista è libero di prelevare, dal proprio conto, denaro contante per somme superiori a 2.999,99 euro. In teoria, dunque, potrebbe anche prelevare 5 mila euro in banconote.

Allo stesso modo egli può versare sul conto, in moneta sonante, importi che travalicano detto tetto, senza necessità di ricorrere allo strumento del bonifico.

L’impiegato allo sportello potrebbe chiedere, al cliente, la provenienza di tale denaro o lo scopo del prelievo solo per adempiere alle norme sull’antiriciclaggio, ma giammai potrebbe vietare l’operazione in sé. Tutt’al più, l’intermediario, qualora abbia un fondato sospetto che si stia realizzando o si è realizzata un’ipotesi di riciclaggio, potrebbe segnalare l’attività all’Uif (Unità di informazione finanziaria).

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“Dobbiamo porci il problema di come aggredire il contante che è presente nelle case degli italiani”. La frase ormai è celebre e i lettori la riconosceranno. Non l’ha pronunciata un bandito, ma la nostra vicepremier, Maria Elena Boschi. E lo ha detto in un evento dal titolo eloquente: “A Cesare quel che è di Cesare”.
“È quindi diventato un reato detenere del contante, lecitamente guadagnato e già abbondantemente scremato dall’esosità del fisco! – commenta alla Nbq Maurizio Milano (Alleanza Cattolica) esperto di finanza – Per non parlare del termine utilizzato, “aggredire”, indegno di un politico che consideri il proprio ruolo come quello di servitore del bene comune”.
La Boschi ha anche vantato, nella stessa occasione, il recupero di 23 miliardi di euro di evasione, con la sottolineatura “in Italia c’è la percezione di un’eccessiva pressione fiscale”. “Ammesso e non concesso che la cifra riportata sia realistica – dice Milano – secondo il Boschi-pensiero in Italia la colpa è sempre dei cattivi evasori: non è vero che il nostro sia tra i Paesi più tassati al mondo e non vi è assolutamente una pressione fiscale esorbitante che schiaccia famiglie ed imprese. Macché, è solo una “percezione” falsa, senza basi reali. E dire che la scorsa estate i media ci hanno vessato con l’idea della temperatura “percepita” bel più alta di quanto indicava la colonnina di mercurio. Reale o percepito?

via ItalianoSveglia

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