Referendum: Le schede inviate agli italiani all’estero sono falsificabili. Pericolo brogli

Il premier invia una lettera a quattro milioni di italiani all’estero in cui, oltre alla spiegazione su come votare, tra una sua foto  tra i leader europei e mondiali, fa pure...

Il premier invia una lettera a quattro milioni di italiani all’estero in cui, oltre alla spiegazione su come votare, tra una sua foto  tra i leader europei e mondiali, fa pure una propaganda per il “SI” . Intanto, il fronte del “No” teme la possibilità di brogli proprio sul voto dall’estero e protesta per cercare di capire da dove sono saltati fuori i soldi per l’invio di ben 4 milioni di missive, una operazione dal costo che va dai 4 ai 14 milioni di euro.

Il PD sostiene di essersi accollato le spese, ammontanti a una cifra tra 4 e 14 milioni di Euro: tuttavia, nel codice di spedizione presente sulla lettera, si leggono le lettere “GIPA”, sigla che sta per “Grandi imprese e Pubblica Amministrazione”. Ora, per “Pubblica Amministrazione” in genere si intende il Governo, non certo un partito. Sarebbe dunque quantomeno curioso che il Governo spendesse fino a 14 milioni di Euro per invitare a votare “sì” a una riforma che dovrebbe essere all’insegna del risparmio…

Nella busta recapitata agli italiani all’ estero, oltre alla lettera sopra descritta è ovviamente presente anche una scheda elettorale, dalla quale emerge una anomalia piuttosto inquietante: non presenta ne il timbro di sezione (che solitamente appone il presidente del seggio), ne le firme di due scrutatori come prevede la normativa. Una scheda ne vidimata ne timbrata è carta straccia priva di qualsiasi valore.

Foto

Una scheda non autenticata come quella inviata agli italiani all’ estero può essere scambiata, sostituita, e addirittura attribuita ad un altro elettore perchè non è vincolata in alcun modo.
Inoltre, secondo la normativa, il presidente del seggio dovrebbe annullare le schede non vidimate, firmarle e inserirle in una busta apposita escludendo dal voto gli elettori che le hanno utilizzate.
Quindi se l’elettore consegna una scheda non autenticata il voto va annullato e esso non può rivotare.

Cosa nasconde quindi questa “strana spedizione”? Si prevedono brogli in arrivo o è semplicemente una dimenticanza quella di non autenticare le schede?

Una cosa è certa, bisogna che il fronte del NO tenga gli occhi ben aperti sul voto degli italiani dall’ estero….

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