RENZI, L’SMS DEL TERRORE. LA BOMBA PRONTA IN SENATO: COSÌ NAPOLITANO PUÒ ELIMINARE L’EX PREMIER

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Approvato il Rosatellum, la riforma elettorale. I franchi tiratori, alla fine, sono stati anche meno del previsto. E ad esultare, in prima fila, c’è Matteo Renzi: “Quando facciamo all in vinciamo. Basta avere coraggio”. Parole pronunciate ai colonnelli del Pd e che gli attribuisce Repubblica in un retroscena. Eppure, anche l’ex premier nel corso della giornata ha temuto il peggio, tanto da aver spedito centinaia di messaggi su WhatsApp a capi-corrente del Pd e parlamentari democratici: “Manca poco, ma il risultato è in bilico”, scriveva Renzi. “Rischiamo, abbiamo il 50% di possibilità di farcela. Occhi aperti”. Messaggini che stavano a metà tra la paura e l’esorcismo.

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La partita del Rosatellum, ora, si sposta al Senato. Si prevede di chiudere con un altro voto di fiducia il 24 ottobre, dopo una settimana di discussione. A favorire il quadro, il fatto che a Palazzo Madama non sono previsti voti segreti: circostanza che dovrebbe mettere la legge al sicuro, nonostante il margine di voti più rosicato. Anche se, contro il Rosatellum, in Senato continua ad agire Giorgio Napolitano, eminenza grigia e ancora potentissima. Tutto facile, dunque? Non proprio. Il punto è che al Senato l’astensione equivale a voto contrario: Lega Nord e Forza Italia saranno costrette a uscire dall’Aula. Ma per l’approvazione serve il numero legale. Insomma, dei voti mancano. E Renzi è al lavoro per trovarli.

via Libero

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