ROAMING ADDIO, M5S: “NON CREDERE ALLE FAVOLE …ECCO PERCHÉ È UN IMBROGLIO”

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“Eliminazione #roaming: tutta la verità che non ci dicono”. E’ quanto scrive su Twitter David Borrelli, eurodeputato del M5S, rimandando a una sua analisi pubblicata anche sul blog di Beppe Grillo.

“Non credete alle favole. Non è vero che l’eliminazione del roaming è un enorme vantaggio per i cittadini – scrive David Borrelli – E ve lo dimostriamo con 5 semplici esempi, 5 imbrogli che rischiano di trasformare questo provvedimento in un incubo per i consumatori”.

Le chiamate internazionali si pagano – sottolinea – Esempio: chiamare con un numero italiano un amico spagnolo che utilizza un numero spagnolo non è gratis. L’addio al roaming non cancella i costi aggiuntivi delle chiamate internazionali”.

Poi, “i sovrapprezzi retroattivi – continua – Esempio: dopo 4 mesi scattano i controlli da parte dell’operatore telefonico. Se il tempo speso all’estero è superiore a quello speso in Italia scatta un sovrapprezzo sulle chiamate e il roaming per il resto dell’anno viene ripristinato”.

E, ancora, “il tetto ai giga. Esempio: alcuni operatori hanno promesso il roaming zero ma lo hanno limitato a massimo 1 GB per il traffico dati. Occhio!” avverte Borrelli. Inoltre, “in Svizzera si paga. Esempio: chi dall’Italia attraversa la Svizzera in macchina per raggiungere un altro Paese europeo deve disabilitare il roaming o riceverà una bolletta salatissima!”.

Infine, “nuove voci in bolletta. Attenzione anche agli aumenti improvvisi delle tariffe e alle fantasiose nuove voci in bolletta, come le spese ‘per costi di incasso’ o similari. Tutte subdole mosse – sottolinea l’eurodeputato M5S – un po’ come la recente prassi di fatturare ogni 4 settimane e non più ogni mese. Ne deriva un rincaro generalizzato delle tariffe, anche per chi non viaggia!”.

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In conclusione, scrive David Borrelli, “la verità è che tagliano il roaming a chi viaggia, ma aumentano le tariffe di tutti. Lo dimostrano anche i rialzi ingiustificati delle tariffe da parte delle compagnie telefoniche negli ultimi mesi, come più volte denunciato dall’Agcom. Il roaming non sparisce per del tutto, si chiamerà tariffa di roaming all’ingrosso e rappresentano i costi che le compagnie telefoniche si scaricano a vicenda per permettere ai propri clienti di navigare e chiamare all’estero.

Questi costi potrebbero essere spalmati su tutti quelli che hanno un cellulare, dunque su 62.750.000 schede sim in Italia. La tariffa all’ingrosso per 1 gigabyte di traffico telefonico sarà di 7,7 euro nel 2017 e poi scenderà gradualmente negli anni successivi. Per coprire questi costi le compagnie telefoniche potrebbero alzare le tariffe per tutti. Il 15 giugno non è un giorno di festa per i cittadini come la propaganda europea vorrebbe spacciare”.

Fonte: qui

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