Sicilia e impresentabili, il procuratore nazionale Antimafia Roberti: Ecco di chi è la colpa

Franco Roberti in una foto d'archivio dell'8 aprile 2013. Roberti e' stato nominato nuovo Procuratore Nazionale Antimafia dal Csm, il 25 luglio 2013. Succede a Piero Grasso, attuale presidente del Senato. ANSA / CIRO FUSCO
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Sicilia e impresentabili, il procuratore nazionale Antimafia Roberti: “La responsabilitàè di chi seleziona i candidati”

“Noi abbiamo collaborato con la Commissione Antimafia nel raccogliere le informazioni necessarie sui candidati i cui elenchi ci sono stati forniti, indicazioni che riguardavano alcune decine di soggetti indagati ed imputati per reati di varie natura.

Non commento il fatto di oggi, però devo dire che il sistema ha funzionato”.

Franco Roberti, procuratore nazionale Antimafia così commenta le elezioni siciliane ed il ruolo dei cosiddetti candidati

Risultati drogati e liste mai verificate”: quel pasticciaccio brutto delle elezioni siciliane

“Il risultato delle elezioni regionali in Sicilia è stato alterato”. Il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, non usa mezze parole commentando l’arresto del neodeputato siciliano dell’Udc Cateno De Luca, finito ai domiciliari a Messina con l’accusa di un`evasione fiscale da quasi 2 milioni di euro. E sul tavolo degli imputati finisce anche la legge Severino che sancisce la candidabilità o meno degli onorevoli.

Spiega Rosy Bindi: “Forse esiste una contraddizione all`interno della stessa legge Severino per la distinzione tra incandidabilità e ineleggibilità: è evidente che chi è candidabile ma non eleggibile, al di là del suo risultato elettorale, droga comunque il risultato delle elezioni”

“Il consenso raccolto, anche nel caso in cui non viene eletta la persona che è di fatto ineleggibile, altera il risultato elettorale. Su tutti questi aspetti, sui quali la Commissione sta riflettendo da tempo ha da tempo segnalato, il legislatore deve intervenire. Il senso del nostro lavoro in queste elezioni, come nelle precedenti, è stimolare il legislatore italiano a darsi strumenti più efficaci per assicurare che chi è chiamato a rappresentare i cittadini sia in regola con la legislazione del nostro Paese e che gli elettori siano informati sui rappresentanti che vanno ad eleggere”.
Non solo. Fa scalpore, come peraltro era già noto, che gli elettori siciliani si siano presentati alle urne per eleggere il parlamentino regionale scegliendo tra nomi che non sono ancora passati al vaglio della Commissione Antimafia.

“Il nome di De Luca – ha spiegato Bindi – era stato segnalato non solo da Cancelleri, ma anche dalla Prefettura e dalla Procura. È l`ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l`elettorato nel nostro Paese sono inadeguati e insufficienti. Non solo per i tempi a disposizione delle Commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, in particolare alla legge Severino”.

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